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Chi scrive il testamento è chi poi lo custodisce.
Non c'è un consulente che raccoglie i dati, un redattore che prepara il testo e un archivio che conserva il documento. C'è una persona sola, che risponde di tutto il percorso e resta il tuo interlocutore negli anni.
Avvocato in Novara dal 2008, cassazionista dal 2020. Mi occupo esclusivamente di diritto delle successioni.
Perché la specializzazione, qui, conta più che altrove
Il diritto successorio ha una caratteristica che lo distingue da quasi tutte le altre materie: gli errori non si manifestano subito. Un contratto sbagliato lo scopri in pochi mesi. Un testamento sbagliato lo scopre qualcun altro, dieci o vent'anni dopo, quando chi l'ha redatto non c'è più e nessuno può chiedergli cosa intendeva.
Questo cambia il modo di lavorare. Ogni disposizione va scritta pensando a chi un giorno vorrà contestarla, non a chi la sta leggendo oggi. Ogni calcolo va fatto immaginando come apparirà a un consulente tecnico d'ufficio fra quindici anni. È una forma mentis che si acquisisce solo trattando queste controversie ogni giorno — davanti ai tribunali, nelle mediazioni e in Cassazione.
È anche la ragione per cui in questo servizio la ricostruzione dell'asse viene prima della redazione. Chi passa le giornate a litigare su eredità mal congegnate sa dove nascono i problemi: quasi mai nelle parole del testamento, quasi sempre in ciò che c'era prima e nessuno aveva verificato.
I fatti, senza aggettivi
Tutto quanto segue è verificabile pubblicamente. Su un sito dove si chiede fiducia, mi sembra il minimo.
Tre sedi, un solo fascicolo
Gli incontri si tengono nella sede più comoda per te, oppure da remoto quando è preferibile. Il fascicolo e l'originale del testamento restano custoditi presso la sede di Novara.
Novara
Rotonda Massimo d'Azeglio 11
Sede principale e luogo di custodia
Milano
Piazza Gae Aulenti 1, Torre B
Per chi si muove sull'asse milanese
Lugano
Via Canova 15
Per le successioni fra Italia e Svizzera
Un testamento non si compila. Si studia.
La differenza fra un testamento che regge e uno che finisce impugnato non sta nella formula: sta nelle ore spese prima, a capire di cosa il testatore stia davvero disponendo.
Leggo gli atti, non l'elenco
Non mi limito a prendere nota di ciò che mi viene detto. Leggo le visure, gli atti di provenienza, i rogiti delle donazioni. È lì che emergono le sorprese: quote diverse da quelle credute, vincoli dimenticati, trasferimenti che nessuno considerava rilevanti.
Faccio la riunione fittizia, ogni volta
Ricostruisco la massa su cui si misura la legittima: dal patrimonio residuo detraggo i debiti, poi aggiungo il valore delle donazioni fatte in vita. È un calcolo che richiede tempo e che, se saltato, rende inaffidabile qualunque disposizione — perché il testamento appare corretto oggi ed è già lesivo.
Scrivo pensando a chi contesterà
Ogni clausola viene formulata immaginando l'erede che un domani la leggerà con l'intenzione di attaccarla. Le ambiguità che oggi sembrano innocue diventano il perno di una causa: le cerco e le elimino prima, una per una.
Verifico il manoscritto riga per riga
Quando mi mandi la foto del testamento ricopiato, controllo autografia, data, sottoscrizione e fedeltà del testo. Se qualcosa non convince, si riscrive. È il passaggio meno appariscente del percorso ed è quello che neutralizza il difetto più frequente.
Nessun professionista può garantire che un testamento non venga impugnato: impugnare è un diritto di chi resta. Si può però ridurre metodicamente ciò su cui un'impugnazione potrebbe far leva — ed è esattamente ciò per cui serve tempo, e per cui serve conoscere il contenzioso.
Quello che non faccio
Dire di cosa ci si occupa serve a poco se non si dice anche di cosa non ci si occupa. Se cerchi una di queste cose, ti indirizzo volentieri verso chi le tratta davvero.
- —Non mi occupo di altre materie: né societario, né penale, né lavoro, né infortunistica.
- —Non redigo testamenti in forma pubblica: quelli sono di competenza notarile, e quando servono lo dico.
- —Non offro consulenza fiscale o finanziaria sugli investimenti: valuto il profilo successorio, non la convenienza dell'operazione.
- —Non prometto risultati: nessun professionista serio può farlo, tanto meno in una materia dove decide chi resta.
Come lavoro, in concreto
Parlo chiaro. Le questioni successorie sono tecniche, ma le decisioni che devi prendere non lo sono: riguardano la tua famiglia. Ti spiego le conseguenze di ciascuna opzione in un linguaggio comprensibile, e se qualcosa non ti è chiaro te lo rispiego finché non lo è.
Ti dico anche quello che non vuoi sentire. Se una tua intenzione non è realizzabile, o è realizzabile solo a costo di un contenzioso quasi certo, te lo dico prima — non dopo aver incassato l'onorario. A volte la risposta corretta è che il testamento, da solo, non basta a risolvere il problema.
Rispondo io. Il colloquio, la redazione, la verifica del manoscritto e i controlli annuali passano dalle mie mani. Non c'è un passaggio in cui il fascicolo scompare dentro una procedura standardizzata.
Non ho fretta di chiudere. Fare testamento è una decisione che matura. Se dopo il primo colloquio preferisci pensarci sei mesi prima di procedere, è una scelta legittima e non ti verrà sollecitata.
Il modo migliore per capire se ci si intende è parlarsi.
Il colloquio è la prima fase del percorso ed è compreso nel compenso complessivo di € 1.459,12: serve a esaminare la tua situazione e a dirti con franchezza se posso esserti utile.
Scrivi a avvocatopedrazzoli@gmail.com oppure telefona allo 0321 230177